Intervista al professor Adrian Keller

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Testo: Intervista al professor Adrian Keller
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Adrian Keller - ideatore del Registro dei Veri Sé (anno 2050)
- sezione Scienza e Identità -

Giornalista: Professor Keller, partiamo dalla domanda più semplice e più inquietante: cos’è esattamente il Registro dei Veri Sé?
Keller: È uno strumento diagnostico neurale capace di identificare quale configurazione della personalità di un individuo sia la più stabile, coerente e originaria. In termini semplici: quale versione di te è davvero tu.

G: Vuole dire che dentro ogni persona esistono più personalità?
K: Non nel senso patologico. La mente umana è un sistema dinamico. Ogni scelta importante, ogni trauma, ogni adattamento sociale produce una variazione strutturale. Nel tempo accumuliamo versioni alternative di noi stessi. Il test non le crea: le rileva.

G: Come funziona?
K: Analizziamo tre parametri neurali: continuità narrativa interna, stabilità emotiva longitudinale e coerenza decisionale retrospettiva. L’algoritmo non giudica chi sei adesso, ma quale configurazione mentale avrebbe avuto la maggiore probabilità di esistere senza interferenze esterne.

G: Interferenze come?
K: Pressioni sociali, paure apprese, ruoli imposti, aspettative familiari, contesti culturali. In breve: tutto ciò che ti ha convinto a essere qualcuno che non eri destinato a diventare.

G: Molti risultati hanno scioccato i pazienti.
K: Sì. Circa il 62% dei soggetti scopre di vivere come una variante secondaria. Non sono falsi, non sono copie artificiali. Sono versioni adattive. Ma non sono la configurazione primaria.

G: Cosa prova una persona quando lo scopre?
K: Dipende. Alcuni provano sollievo: finalmente capiscono perché si sono sempre sentiti “fuori posto”. Altri entrano in crisi identitaria. È difficile accettare di essere una deviazione statistica di se stessi.

G: C’è chi ha lasciato lavoro, partner, città dopo il test.
K: Perché il risultato non è solo informativo. È narrativo. Dice: questa è la vita che avresti vissuto se non ti fossi allontanato da te stesso. Alcuni decidono di tornare indietro. Anche se non sanno dove.

G: Lei lo ha fatto?
K: Certo.

G: E il risultato?
K: Secondo il Registro, il mio Sé autentico non sarebbe mai diventato neuroscienziato.

G: E cosa sarebbe diventato?
K: Un liutaio.

G: Questo non la turba?
K: Al contrario. Mi consola. Significa che esiste, da qualche parte dentro di me, una persona capace di costruire strumenti che producono armonia invece che domande.

G: Ultima domanda, professore. Il Registro dice chi siamo davvero… ma dice anche cosa dovremmo fare?
K: No. Ed è la sua caratteristica più umana. La scienza può dirti quale versione di te è più vera.
Ma solo tu puoi decidere quale vuoi vivere.

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